Studio Associato A.Giachero /M.Calati
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Età Prescolare e
Prerequisiti
Durante l’ultimo anno della scuola dell’infanzia è possibile osservare lo sviluppo dei prerequisiti scolastici: un insieme di competenze linguistiche, cognitive, percettive e motorie che accompagneranno il bambino nel passaggio alla scuola primaria. In questa fase non è ancora possibile formulare una diagnosi di Disturbo Specifico dell’Apprendimento. È però possibile riconoscere eventuali fragilità, comprendere quali abilità hanno bisogno di essere sostenute e proporre attività mirate prima che la difficoltà diventi fonte di frustrazione.
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Screening dei prerequisiti
Lo screening è una valutazione breve e mirata che permette di osservare le abilità emergenti del bambino e individuare eventuali indicatori di rischio. Può approfondire:
• consapevolezza fonologica, cioè la capacità di riconoscere e giocare con i suoni delle parole;
• linguaggio, comprensione e ricchezza del vocabolario;
• memoria e memoria di lavoro;
• attenzione e capacità di seguire una consegna;
• riconoscimento di forme, simboli, quantità e relazioni spaziali;
• prime competenze numeriche;
• coordinazione visuo-motoria;
• motricità fine e abilità grafo-motorie;
• pianificazione e organizzazione di semplici attività;
• capacità di orientarsi nello spazio e nelle sequenze temporali.
Lo screening non assegna etichette e non anticipa una diagnosi.
Offre una fotografia delle abilità presenti in quel momento e aiuta a capire se sia sufficiente accompagnare il normale sviluppo, se possa essere utile un potenziamento o se siano indicati ulteriori approfondimenti.
Potenziare prima delle difficoltà
Quando alcune competenze risultano ancora fragili, proponiamo percorsi di potenziamento rivolti ai bambini dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia. Attraverso giochi, attività narrative, esercizi motori e materiali costruiti sugli interessi del bambino, possiamo lavorare su:
• suoni, sillabe e parole;
• linguaggio e comprensione;
• memoria e attenzione;
• prerequisiti della lettura e della scrittura;
• quantità, numeri e primi concetti matematici;
• coordinazione occhio-mano;
• orientamento spaziale;
• motricità fine e preparazione al gesto grafico;
• capacità di ascoltare, pianificare e portare a termine un’attività.
Ogni proposta viene adattata all’età e al livello di sviluppo del bambino. Le attività assumono la forma del gioco e della scoperta, perché in questa fase il potenziamento deve sostenere la curiosità, non trasformarsi in un anticipo rigido della scuola primaria.
Un passaggio sereno verso la scuola primaria
Individuare precocemente una fragilità non significa prevedere con certezza una futura difficoltà. Significa offrire al bambino l’occasione di consolidare le abilità di cui avrà bisogno e affrontare l’ingresso a scuola con maggiore sicurezza.
Al termine del percorso condividiamo con la famiglia quanto osservato e forniamo indicazioni pratiche per sostenere il bambino nella quotidianità. Quando utile, il lavoro può prevedere un confronto con gli insegnanti o il coinvolgimento di professionisti esterni con competenze specifiche. Intervenire precocemente non significa mettere un’etichetta, ma offrire più possibilità di crescere e imparare con serenità.

Ogni difficoltà racconta qualcosa
Comprenderla è il primo passo per intervenire in modo efficace. Comprendere il proprio funzionamento non significa cercare un’etichetta, ma trovare finalmente il modo più adatto per esprimere le proprie capacità.
Molto spesso atteggiamenti che destano preoccupazione nelle famiglie sono solo passaggi evolutivi che richiedono adattamenti o tolleranza della frustrazione delle figure di attaccamento.
Rivolgersi a professionisti preparati consente di non alimentare condizionamenti dettati dall'ansia o dalla paura.
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